L'aroma d'arancia si usa per i dolci, per gli antipasti, le insalate croccanti, la marinatura del pesce e anche della carne. Un'aroma che dona freschezza, acidità.
Per averlo tutto l'anno basta saperlo conservare.
E allora basta stare attenti a non buttare le bucce. Basta grattugiarle finemente, prendere una teglia con la carta forno e mettere le briciole in forno caldo. Attenzione alla cottura le bucce dovranno essiccare e non bruciare. Una volta pronte basta conservarle nei vasetti di vetro ben chiusi.
L'aroma si conserverà per mesi.
giovedì 14 marzo 2013
mercoledì 13 marzo 2013
Hamburger...vegetariani!!!
Questo piatto sostituisce benissimo una cena, nutriente e gustoso.
Bastano pochi ingredienti:
patate (una a persona) lessate in acqua salata;
funghi freschi e per cuocerli: prezzemolo, aglio, vino bianco, sale, pepe, olio;
semi di sesamo;
spiedini di legno;
La preparazione è facilissima:
basta cuocere i funghi con tutti gli odori; lessare le patate in acqua salata e comporre il panino sovrapponendo fette di patate e funghi almeno tre volte; il panino si chiude con una fetta di patata spolverata di semi di sesamo e infilzata con lo stuzzicadenti;
basteranno pochi minuti in forno caldissimo!
Bastano pochi ingredienti:
patate (una a persona) lessate in acqua salata;
funghi freschi e per cuocerli: prezzemolo, aglio, vino bianco, sale, pepe, olio;
semi di sesamo;
spiedini di legno;
La preparazione è facilissima:
basta cuocere i funghi con tutti gli odori; lessare le patate in acqua salata e comporre il panino sovrapponendo fette di patate e funghi almeno tre volte; il panino si chiude con una fetta di patata spolverata di semi di sesamo e infilzata con lo stuzzicadenti;
basteranno pochi minuti in forno caldissimo!
martedì 12 marzo 2013
Ragù ...come rito
Domenica non è domenica senza un buon ragù.
Un rito che si ripete e che negli anni diventa un abitudine.
Il segreto per un buon ragù sta nel tempo. Avere calma e un po di ore a disposizione sono gli ingredienti fondamentali per la riuscita del sugo della domenica.
Ingredienti: 1 cipolla, 2 carote, 1 sedano, peperoncino, olio, sale, pepe, noce moscata, 500 g di macinato misto, 500 g di funghi freschi, vino bianco, polpa di pomodoro.
Preparazione: preparare un soffritto con cipolla, sedano, carote (tritato finemente) e gli odori; aggiungere il macinato, i funghi freschi a pezzetti, sfumare col vino bianco e quando si è ben ritirato aggiungere la passata di pomodoro. A quel punto abbassare la fiamma e far cuocere alemno due o tre ore, mescolando di tanto in tanto.
La pasta...rigorosamente all'uovo!
giovedì 7 marzo 2013
Crumble di mele
Un dolce che faccio spesso d'inverno è il Crumble di Mele!! Anche questo dolce è facile e veloce e richiede davvero pochissimi ingredienti. Va servito in delle piccole cocotte, se non le avete potete sostituirle con delle tazze di grandezza media o delle coppette che possono andare in forno.
Per 4 persone vi serviranno:
4 mele
1 limone
50 g di farina
50 g di farina di cocco
un cucchiaio di zucchero
burro qb
una manciata di uvetta
Prendete una ciotola e pulite e riducete a pezzetti le mele; aggiungete lo zucchero, il succo del limone, l'uvetta e fate macerare. In un'altra ciotola amalgamate la farina, la farina di cocco un po di burro morbido e di buona qualità.
Prendete infine le cocotte, distribuite le mele e copritele con uno strato del composto. Infornate per almeno 20 minuti nel forno caldissimo!
Per 4 persone vi serviranno:
4 mele
1 limone
50 g di farina
50 g di farina di cocco
un cucchiaio di zucchero
burro qb
una manciata di uvetta
Prendete una ciotola e pulite e riducete a pezzetti le mele; aggiungete lo zucchero, il succo del limone, l'uvetta e fate macerare. In un'altra ciotola amalgamate la farina, la farina di cocco un po di burro morbido e di buona qualità.
Prendete infine le cocotte, distribuite le mele e copritele con uno strato del composto. Infornate per almeno 20 minuti nel forno caldissimo!
mercoledì 6 marzo 2013
Zuppa inglese...super fast!
La zuppa inglese è un dolce al cucchiaio composto da strati di crema pasticciera e al cacao intervallati da pan di spagna o savoiardi imbevuti nell'alchermes. Io lo trovo un dolce tradizionale, da effetto, buono e soprattutto risolutivo. Si prepara in dieci minuti al massimo poi si può tranquillamente lasciare in frigo anche due giorni.
Basta preparare la crema gialla, dividerla in due parti e con una aggiungere il cacao per il gusto di cioccolato, bagnare i savoiardi nell'alchermes e comporrei vari strati. Io uso la teglia da plumcake per dargli la forma ma in commercio esistono anche degli stampi appositi, in plastica o in silicone. Se si utilizza la teglia da forno consiglio di foderarla di pellicola, così è più semplice poi scaravoltare il dolce.
Io spesso per praticità preparo solo un tipo di crema, quella gialla, anche perchè, e non chiedetemi il motivo, dimentico molto spesso di comprare il cacao amaro! in pratica non c'è mai in dispensa!!
Per la crema ecco gli ingredienti:
500 g di latte
100 g di zucchero
2 uova
2 cucchiai di farina
scorza di limone grattugiata
Procedimento:
1. frullate uova e zucchero;
2. aggiungete la farina setacciata e il latte freddo e frullate ancora per bene, senza formare grumi;
3. mettete un pentolino sul fuoco e mescolate aggiungendo il limone fino a quando non avrete raggiunto la densità preferita;
Pensate che questo dolce ha una storia antichissima, già nel 1500 veniva preparata a Londra. Ma la ricetta originale non era così, e come tutte i piatti per eccellenza anche questa nasce da uno sbaglio; un diplomatico italiano di ritorno da Londra in Italia chiede ai cuochi della corte del Duca d'Este di preparargli la triffle (vera e originale zuppa inglese); nel tentativo di riprodurre il dolce i cuochi adoperano alcune sostituzioni; al posto della pasta lievitata mettono il pan di spagna (poi si sostituiranno ancora con i savoiardi), la panna viene sostituita con la crema pasticciera e si aggiunge l'alchermes e il cacao.
Direi che la versione che conosciamo oggi è la più buona. Voi che dite?
Basta preparare la crema gialla, dividerla in due parti e con una aggiungere il cacao per il gusto di cioccolato, bagnare i savoiardi nell'alchermes e comporrei vari strati. Io uso la teglia da plumcake per dargli la forma ma in commercio esistono anche degli stampi appositi, in plastica o in silicone. Se si utilizza la teglia da forno consiglio di foderarla di pellicola, così è più semplice poi scaravoltare il dolce.
Per la crema ecco gli ingredienti:
500 g di latte
100 g di zucchero
2 uova
2 cucchiai di farina
scorza di limone grattugiata
Procedimento:
1. frullate uova e zucchero;
2. aggiungete la farina setacciata e il latte freddo e frullate ancora per bene, senza formare grumi;
3. mettete un pentolino sul fuoco e mescolate aggiungendo il limone fino a quando non avrete raggiunto la densità preferita;
Pensate che questo dolce ha una storia antichissima, già nel 1500 veniva preparata a Londra. Ma la ricetta originale non era così, e come tutte i piatti per eccellenza anche questa nasce da uno sbaglio; un diplomatico italiano di ritorno da Londra in Italia chiede ai cuochi della corte del Duca d'Este di preparargli la triffle (vera e originale zuppa inglese); nel tentativo di riprodurre il dolce i cuochi adoperano alcune sostituzioni; al posto della pasta lievitata mettono il pan di spagna (poi si sostituiranno ancora con i savoiardi), la panna viene sostituita con la crema pasticciera e si aggiunge l'alchermes e il cacao.
Direi che la versione che conosciamo oggi è la più buona. Voi che dite?
martedì 5 marzo 2013
avanzi di impasto...
Avete presente quando sul fondo della ciotola vi avanza quel poco di impasto preparato per un dolce o una torta? Io lo sfrutto per dei piccoli muffin; questi sono semplici con l'aggiunta del succo e dei pezzetti di un'arancia rossa all'interno. i modi di farcirli sono innumerevoli...se partite da una base di impasto al cioccolato potete aggiungere la granella di zucchero, la farina di cocco, le mandorle a scaglie o un pezzetto di pera; diversamente con un impasto "bianco" si possono aggiungere gocce di cioccolato, frutta, uvetta, canditi o buonissimi con uno yogurt dal gusto che più vi piace!!
sabato 2 marzo 2013
Pecorino d'Abruzzo....anche fritto
Meno conosciuto dei formaggi della Sardegna, della Toscana o del Lazio il pecorino della mia regione è uno dei prodotti più buoni della terra d'Abruzzo, terra di transumanza.
La produzione è legata all'allevamento degli ovini che ha sviluppato in Abruzzo una tradizione gastronomica specifica con il formaggio, ma anche con gli arrosticini di pecora, il coatto (spezzatino al sugo di pecora) o la pecora alla callara (callara è il nome dell'enorme calderone dove viene cotto l'animale).
In tutta la regione e nello specifico nella Prov. di Teramo, sul versante orientale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Il pecorino viene lavorato fin dall'antichità tanto che le prime notizie risalgono all'antica Roma con i testi di Tacito,Marziale, Plinio il Vecchio che ne esaltano il sapore e la bontà.
Da sempre il formaggio pecorino è stato preparato dalle donne, che si occupavano anche del gregge e e della produzione del caglio quando gli uomini erano occupati nelle battaglie o nei lavori agricoli più duri: la storia e la tradizione hanno fatto delle donne le custodi dell'arte di lavorare il formaggio, che dai Romani, come abbiamo detto, giunge fino ai nostri giorni.
Il pecorino più conosciuto è sicuramente quello di Farindola, lavorato con latte crudo di pecora, sale e caglio di suino. Dopo che il latte è stato scaldato e addizionato del caglio, viene rotto con le mani, riposto e pressato nelle fascere. Le forme vengono poi scottate brevemente in acqua o siero bollente e fatte maturare dai 20 ai 40 giorni.
Può essere consumato anche fresco, a fette, in farina e uovo sbattuto e fritto in abbondante olio d'oliva.
La produzione è legata all'allevamento degli ovini che ha sviluppato in Abruzzo una tradizione gastronomica specifica con il formaggio, ma anche con gli arrosticini di pecora, il coatto (spezzatino al sugo di pecora) o la pecora alla callara (callara è il nome dell'enorme calderone dove viene cotto l'animale).
In tutta la regione e nello specifico nella Prov. di Teramo, sul versante orientale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Il pecorino viene lavorato fin dall'antichità tanto che le prime notizie risalgono all'antica Roma con i testi di Tacito,Marziale, Plinio il Vecchio che ne esaltano il sapore e la bontà.
Da sempre il formaggio pecorino è stato preparato dalle donne, che si occupavano anche del gregge e e della produzione del caglio quando gli uomini erano occupati nelle battaglie o nei lavori agricoli più duri: la storia e la tradizione hanno fatto delle donne le custodi dell'arte di lavorare il formaggio, che dai Romani, come abbiamo detto, giunge fino ai nostri giorni.
Il pecorino più conosciuto è sicuramente quello di Farindola, lavorato con latte crudo di pecora, sale e caglio di suino. Dopo che il latte è stato scaldato e addizionato del caglio, viene rotto con le mani, riposto e pressato nelle fascere. Le forme vengono poi scottate brevemente in acqua o siero bollente e fatte maturare dai 20 ai 40 giorni.
Può essere consumato anche fresco, a fette, in farina e uovo sbattuto e fritto in abbondante olio d'oliva.
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